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Cresce il dibattito sul bitume – consiglio comunale del 28.07.2015

Assenti il nostro Delfino (eccezionalmente, era in viaggio) e i soliti Prefumo e Marson, come d’abitudine.

4414473233001La Giunta arriva alla spicciolata, con tutta calma. La sala, essendosi diffusa la notizia che si parlerà di bitume, è gremita di pubblico. Una sorta di prova di quel che sarà il successivo Consiglio monotematico, vera e propria bolgia.

Si inizia con una interpellanza di Frumento, che si chiede perché le casette dell’acqua, approvate su sua istanza in Consiglio di parecchi mesi fa, non siano ancora state installate. Risponde Costantino, dicendo che il bando per installarle è stato prorogato al 31 luglio, l’iter concluso il 6 agosto, probabilmente l’installazione sarà a fine estate.

Rimane la domanda sul perché procedure simili, che altrove sono state decise e svolte in un battibaleno, da noi siano così lunghe e complicate.

Inrterpellanza di Benvenuto che ama sottolineare il degrado di ogni singola zona della città. Questa volta si tratta di via Gnocchi Viani.
Risponde ancora Costantino, oggi evidentemente scelto come parafulmine ufficiale, anche sull’argomento bitume.

E infatti eccoci alla terza interpellanza, la nostra, sul bitume, rivolta al Sindaco.

Riepilogando brevemente: da quando si è diffusa la notizia dell’approvazione del progetto, che era passata di sfuggita sui giornali senza che se ne capisse la reale entità, da quando è stata rilanciata dai siti come Uomini Liberi e notata da comitati come Savona porto elettrico che ha iniziato ad approfondire e indagare, abbiamo avuto: una prima interpellanza di Pongiglione, risposta Costantino; una audizione del Presidente di Autorità Portuale Miazza, messo a confronto su porto elettrico e deposito bitume con il comitato di cui sopra; una interrogazione a risposta scritta con firmatari Pongiglione, noi del M5*, Frumento e Aschiero di maggioranza.
La risposta ricevuta è stata assolutamente insoddisfacente e carente. Nell’attesa di elaborare nuove iniziative, e con in corso la raccolta firme cartacea e on line contro il progetto, abbiamo pensato come M5* di rilanciare l’argomento in Consiglio, per mantenerlo “caldo” (cosa appropriata, per il bitume), e per coordinarci con le iniziative in atto in contemporanea in altre sedi sempre da parte del M5*, come interrogazione parlamentare e mozione in regione, e rilanciarle in sinergia.

no-bitume-numeri-del-bitumeRiepiloghiamo brevemente le criticità del progetto, dagli odori, ai rischi, al traffico, all’impatto.
Chiediamo come mai l’iter sia stato così veloce e sottotraccia, con evidente sottovalutazione da parte di tutte le istituzioni, e quali iniziative siano ora previste, di fronte alle forti contrarietà emerse, da quelle amministrative a quelle legali e di tutela. Ricordiamo che le firme raccolte fra cartaceo e online sono ben 6.500. (Allora: oggi siamo a 10.000).

Non risponde il Sindaco, bensì l’assessore Costantino. Ancora rivendicando la correttezza dell’iter, facendosi forte dei pareri di funzionari comunali, ribadendo che il parere richiesto sarebbe stato solo urbanistico. In sostanza ripetendo le considerazioni carenti della precedente risposta scritta.
Nella replica innanzitutto mi rammarico che non abbia risposto personalmente il Sindaco, come primo responsabile della tutela della salute dei cittadini. Con tutto il rispetto per l’assessore, si ha l’impressione che si voglia ridurre e sminuire il tutto a semplice questione di compatibilità ambientale e rispetto delle norme, a eccessiva ansia di quattro ambientalisti, mentre in realtà in gioco c’è ben altro, di molto più complesso e importante, e che investe nel profondo la politica cittadina.

Ricordiamo le contraddizioni del Sindaco, fino a un giorno prima garantista, poi contrario. L’inutile e autolesionista lettera al Ministero, quando sono ben altre le strade da percorrere, dall’ipotesi ricorso alle perplessità sulla “strategicità” dell’impianto. Le affermazioni di non sapere niente della questione odori. Il non essersi presentati alle conferenze dei servizi in regione e ministero.
Nel documento ufficiale della Regione che chiedeva prescrizioni e spiegava la mancata VIA, il discorso odori era affrontato. Forse, con tutto il rispetto, se il Comune avesse partecipato alle conferenze dei servizi in questione, ne avrebbe sentito parlare eccome.

Il mio intervento è accompagnato da applausi e boati che mi imbarazzano non poco, tanto che preciso ai cittadini giustamente imbufaliti che noi non siamo gli “eroi” di alcuna situazione, che sono in molti ad essersi attivati sul problema, a partire dai consiglieri citati sopra e da molti esponenti della comunità.

Insomma, l’obiettivo principale è fermare il deposito. Anche se far emergere tutta la pochezza di questa amministrazione è, come dire, effetto collaterale inevitabile, quasi un corollario.

A questo punto, eccoci ai colpi di scena, e a un teatrino della maggioranza, soprattutto del PD, di non lasciarci il centro della discussione e salvarsi in extremis. Un modo tipico di agire da parte del principale partito di facciata italiano.

Larosa chiede una sospensione per discutere un odg della maggioranza.
Si scatenano proteste, il Presidente chiede se tutti sono d’accordo, altrimenti si deve procedere a votare.
In molti non siamo d’accordo a sospendere per discutere cose imposte dell’ultimo momento.
Poi scopriamo che è ancora peggio: non viene richiesta una capigruppo, ma una riunione di maggioranza. Ossia, una sospensione del Consiglio, lasciando tutti noi e il pubblico in attesa, perché LORO, la maggioranza, possano farsi i loro comodi e discutere cose che avrebbero dovuto essere concordate prima.
Sul regolamento non è previsto niente del genere, ma la Segretaria Bacciu ci informa che è prassi diffusa, su altri regolamenti c’è, e comunque il Presidente del Consiglio è sovrano nel decidere.

Terminata questa spiacevole pantomima, e rientrata la maggioranza dopo la loro riunioncina ristretta, si passa alle pratiche.

L’ennesima variante di bilancio immediatamente successiva all’approvazione viene spiegata da Martino come necessità di adeguarsi alla tempistica di nuove normative, che prevedono la verifica degli equilibri entro il 30 luglio.

I pareri negativi dell’opposizione sono espressi stancamente, quasi di prammatica. Le critiche sono sempre le stesse: qualche elargizione discutibile, tempi ristretti, nessuna possibilità di incidere, nessuna discussione, nessuna apertura.
Pongiglione dà parere negativo. Romagnoli chiede verifiche a breve sulle imposte riscosse. Benvenuto critica i contributi a sport e sms anziché al sociale.
Io mi soffermo nuovamente sui tempi assurdi, commissioni e consigli talmente ravvicinati, con pratiche inviate in Giunta all’ultimo momento, da rendere impossibile studiare i documenti e portare qualsiasi contributo.

Passa con 21 sì e 8 no, il mio più Pongiglione, Arecco, Bussalai, Romagnoli, Parino, Benvenuto.
Bracco ormai vota con la maggioranza, tanto è vero che sarà il primo a cui sarà sottoposto l’odg bitume per eventuale sottoscrizione/approvazione, quando alcuni consiglieri di maggioranza passeranno tra i banchi per fare proseliti. Ma solo fra i gruppi ritenuti più “accomodanti” e meno intransigenti. O quanto meno degni di dialogo… a noi spesso anche quello è negato.

La seconda pratica è per l’ampliamento di un chiosco in piazza Saffi. Pongiglione annuncia voto negativo non per la pratica in sé, ma criticando che si operi sempre in deroga. Romagnoli vota a favore ma critica la deroga. Lo stesso dalla parte opposta Acquilino, prendendo atto che però la Giunta ha promesso di avviare una modifica al Puc.
Arecco va all’attacco sulle varianti, simbolo di fallimento della politica edilizia. Aschiero raccomanda di evitare le varianti ma vota sì. Parino aggiunge altre considerazioni critiche, nel timore che si discrimini fra caso e caso e fra zone della città.

Di Tullio risponde alle critiche nella sua replica.
In dichiarazione di voto dico che noi ci eravamo astenuti in Commissione, più che altro per la minima entità della variazione e per rispetto del privato proponente, ma ora, alla luce del dibattito e come segno di contrarietà in generale a questo modo di procedere, per cui da una parte si impiantano varianti con pratiche consiliari per un singolo caso, dall’altro, sempre per queste piccole varianti si avviano grottesche procedure di valutazione impatto ambientale che neanche il bitume, e si dà il segnale che comunque le regole valgono fino a un certo punto e si decide caso per caso…
Insomma, votiamo no. Alla fine il nostro rimarrà l’unico no contro 28 sì, perché Pongiglione sbaglierà a votare. Comunque, resta la critica simbolica.
Ed eccoci all’odg della maggioranza, anticipato rispetto alle ultime pratiche, anche per rispetto del pubblico in sala.
Si tratta praticamente dello stesso documento-fotocopia del PD presentato nelle varie sedi, con qualche aggiustamento, molte ambiguità, e il richiamo come foglia di fico a una richiesta tardiva di procedura di VIA, quella non attuata dalla Regione a suo tempo.

Gli interventi si succedono, dopo l’illustrazione di Larosa. Iniziamo noi dicendo che, pur apprezzando la presa d’atto del problema e le premesse del documento, non condividiamo le conclusioni, troppo aperte ed ambigue, e il richiamo esclusivo a questa VIA. Sembra più un tentativo di coinvolgere la regione, la nuova amministrazione, per non rimanere con il cerino in mano, una sorta di alibi, di foglia di fico, di pretesto.
Prima di tutto, formalmente la decisione della Regione di non chiedere la VIA, per quanto discutibile sotto tutti i punti di vista, presenta qualche appiglio nelle procedure. Ben altri sono i passaggi anche formalmente ancora più criticabili, e da parte di vari altri enti oltre la Regione. E poi, è altamente rischioso: se per caso la VIA fosse favorevole, che si fa, si procede? A quel punto sarebbe un passo in più sulla strada dell’autorizzazione definitiva.

Insomma, documento ambiguo, debole, criticabile. Oltre che assolutamente unilaterale.

Parlano Bracco, Arecco, Romagnoli, Zunino, Frumento. Per ultimo Acquilino, che critica le opposizioni, e non capisce perché non sottoscrivano l’odg, se davvero vogliono bloccare il bitume. Sembra pretestuoso, un attacco politico strumentale, eccetera.

Ormai è un leit motiv di tanti consigli scomodi: le sinistre di maggioranza, anziché portare una voce critica all’interno, hanno l’incarico fisso di sviare il discorso, di metterlo sul politico, di redarguire o tentare di cooptare le opposizioni ritenute non di centrodestra, ossia noi e Pongiglione, di buttarla sulla critica al M5* in assoluto.

In particolare, Acquilino di Sel tende sempre a parlare per ultimo, in modo che non ci siano repliche, e assumersi questo ruolo.
Ovviamente a questo punto non possiamo rispondergli che è scorretto rinfacciare la mancata firma di un documento unilaterale e non condiviso neppure in capigruppo.
Ma l’importante è che sui media il giorno dopo circoli la notizia: il PD ha detto no al bitume. La facciata, appunto.
Intanto Romagnoli comincia a raccogliere firme di opposizione per un Consiglio monotematico urgente sull’argomento, discutendo con il Presidente sulla possibilità di organizzarlo ad agosto.
Io faccio presente che sarebbe quanto mai opportuno fosse presente la funzionaria del Ministero dello Sviluppo, perché la palla è in mano loro a questo punto, sono quelli che hanno maggiore voce in capitolo.

Poi parla finalmente il Sindaco. Non riporterò il suo discorso perché, sinceramente, non ne ricordo alcuna frase memorabile, se non cautela e generico impegno. Neanche il pubblico sembra apprezzare più di tanto.

Il loro odg passa coi loro 21 voti. La minoranza non vota. Ma tanto, sempre su alcuni media, si leggerà: unanimità.

Poi qualcuno comincia a lasciare la sala. Rimane appena il tempo per un odg di Aschiero che chiede sconti sui pagamenti dei nuovi allacci alla rete gas, per gli utenti, un odg che sembra stare a cuore anche al Presidente Casalinuovo. Senza discussioni, ottiene i 20 sì unanimi dei rimasti.

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