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Lo stradario Benvenuto, le pratiche distratte, la stampella in maggioranza – consiglio del 29.09.2015

Assente il Sindaco. In Consiglio, a parte i ritardatari che arrivano alla spicciolata, mancano del tutto i soliti Marson, Prefumo, Bagozzi, e inoltre, Santi.

E’ dedicato per gran parte alle interpellanze estive accumulate da smaltire, derogando ai limiti di tempo di un’ora totale, come deciso da apposita capigruppo.

La parte del leone la fa Benvenuto, che sembra intenzionato a sollevare tutte le criticità dei quartieri.

Dopo un minuto di silenzio chiesto da Zunino per la scomparsa di Ingrao, e qualche commento del Presidente e di Bracco sulle notizie apparse sui giornali, circa le commissioni lampo con poche pratiche e le pseudo urgenze consiliari, passiamo alle interpellanze.

La prima è di Frumento sulla nuova rotonda di corso Vittorio Veneto, di cui denuncia con ragione la pericolosità, sia per la strettezza, le aiuole e i marciapiedi pronunciati, sia per il muretto al centro. C’è già stato un incidente, non vorrebbe ce ne fossero altri peggiori.
Risponde Lirosi elencando come di consueto tempi, cifre, ritardi, interventi. 381000 il costo, i lavori, a cura della ditta Meraviglia che sta realizzando il complesso alla foce Letimbro, sono in ritardo. Pare che alla fine ci sarà una torre faro al centro. Frumento, nel frattempo, si dice non soddisfatto.

Accorpate le interpellanze di Benvenuto e Bussalai su piazza del Popolo, i lavori promessi e la sicurezza.
Risponde Costantino dicendosi non d’accordo sul degrado e il pericolo lamentati, parlando dei lavori previsti.
Insoddisfatti i richiedenti.

Benvenuto interpella sulla pipì dei cani, in particolare in via XX settembre. L’uso ripetuto e provocatorio della parola “pisciatoio” spinge il Presidente a invitarlo a maggiore decoro consiliare. Costantino riferisce sui lavaggi quindicinali.

Benvenuto interpella anche sui nuovi migranti che giocano a calcio nel campetto della parrocchia S. Paolo. Non si capisce dove sia il fastidio. Forse in quanto nullafacenti? Questo dà però la possibilità a Sorgini per una dura risposta, dicendo che sono gestiti dal Prefetto, che si rivolga a lui.

Arecco interpella sullo stanziamento per le morosità incolpevoli, stabilito per decreto governativo, per cui a Savona spetterebbero 87.000 euro, in quanto Comune ad alta densità abitativa.
Risponde Sorgini con i dati sugli sfratti, le case assegnate, il bando affitti, le convenzioni con Arte,che dimostrano comunque come la richiesta sia sempre superiore agli sforzi per alleviare il dramma sociale.

Benvenuto interpella sul degrado del quartiere S. Rita, poi Arecco chiede conto delle esalazioni in via Vittime di Brescia, dovute agli scarichi del lavaggio treni. CI sono voluti due anni prima che il Comune intervenisse. Costantino risponde che effettivamente ci sono state richieste inevase, un sopralluogo in contraddittorio fra Arpal, Trenitalia e Consorzio depuratore. A questo punto il fascicolo è in Procura.

L’interpellanza di Benvenuto sulla marginalità sociale nel quartiere Fornaci vede Giunta e consiglieri piuttosto distratti e assenti, con un certo andirivieni fra i banchi. Possano essere interessanti o meno le richieste del consigliere, non è comunque istituzionalmente corretto…

Lugaro risponde, mostrandosi seccato per alcune affermazioni giudicate razziste e non degne di commento. Suscitando qualche protesta nella minoranza di centro destra.

Benvenuto interpella sul parco di via Trincee invaso dal fogliame. Costantino spiega che verrà rimosso.

Benvenuto ancora segnala i problemi della presunta oasi alla foce del Letimbro. Costantino spiega che Ata non è abilitata a intervenire, per il lavoro manuale nello stagno alla foce. Anni fa, per esempio, era intervenuta la ditta Bovero.

Frumento ritira la sua interpellanza sul nuovo forno crematorio. Benvenuto, provocatoriamente e notando le ironie dei consiglieri, ritira la sua su Lavagnola.

Più interessante (non ce ne voglia Benvenuto) l’interpellanza di Arecco sull’incarico dato all’avvocato Romani in merito all’autotutela del Comune nel caso bitume. L’avvocato infatti tra le altre cose sarebbe socio dello studio in cui vi è anche Aglietto, ex assessore che aveva dato il primo via libera alla pratica bitume.

Risponde il vice Sindaco Di Tullio leggendo una nota scritta dal vice Segretario Merialdo: vi si nega sostanzialmente che Aglietto abbia espresso assenso del Comune, nel Comitato Portuale in cui era presente a nome del Sindaco avrebbe solo espresso al Presidente dell’Autorità Portuale un mandato per l’avvio dell’istruttoria della pratica, non avrebbe avuto un ruolo decisivo. L’incarico dato a Romani personalmente, e non al suo studio, escluderebbe il conflitto d’interesse.

Riecco Benvenuto che interpella sull’area canina e i giardinetti pericolanti di via Carissimo e Crotti. Risponde Lirosi elencando interventi di ripristino e su alberi pericolanti.
Poi lo stesso Benvenuto segnala una discarica abusiva a Cimavalle. Costantino risponde sulla rimozione.

Un’altra interpellanza interessante, quella di Arecco sulla piscina, firmata da tutta la minoranza tranne noi che non siamo stati considerati, viene rimandata dal proponente.

Benvenuto segnala ascensori non funzionanti in case popolari di via Gnocchi Viani. Sorgini dice di aver inoltrato l’istanza ad Arte.

Ultimo appello di Benvenuto, sulle aiuole al fondo di corso Italia verso il Prolungamento e sui lecci che vi sopravvivono. Lirosi parla di manutenzioni per 100.000 euro.

Finite le interpellanze, si son fatte le cinque e passiamo alle pratiche.

La prima è l’ennesima variazione di bilancio, praticamente solita presa d’atto con nessuna possibilità di influire o anche solo obiettare.
Aschiero interviene per dire che vi sono indicazioni positive.

La minoranza decide di non votare, nella speranza che non si raggiunga l’approvazione o quanto meno l’eseguibilità.
Passano entrambe con 17 voti, per “merito” di Bracco che vota ufficialmente con la maggioranza. Lo aveva già fatto in passato, ma a questo punto il suo passaggio diventa definitivo.

Si passa al piano di protezione civile. E’ presente un emendamento di Sorgini che riguarda il percorso di evacuazione di alcune scuole, tenendo conto che è cambiata una direzione didattica.

Ci sono pochi interventi. Io faccio notare che, se le azioni in caso di calamità è previsto le coordini il Prefetto, questo mal si concilia con le ipotesi di accorpamento prefetture, che ci vorrebbero uniti a Imperia. Sicuramente questo danneggerebbe tempi, modi e tempestività di intervento.

Dai banchi della Giunta annuiscono, ma non hanno una risposta.

La mia osservazione viene ripresa da Bracco. Larosa esorta a unirsi a loro nell’azione contro gli accorpamenti e la smobilitazione delle sedi savonesi.
Dalla minoranza gli facciamo notare che è il loro stesso governo, a guida PD, a prendere queste decisioni avventate e arbitrarie.

Dopo le conclusioni di Costantino, il voto sull’emendamento vede 25 sì, con l’astensione di Arecco. 23 sì per la pratica.

Si passa al nuovo regolamento a punti per aprire locali di somministrazione cibo e bevande, relativi a varie opzioni come wi fi, zona bimbi, menu in varie lingue, e no slot che fa la parte del leone con 40 punti previsti per chi non installi macchinette. Parino ha proposto vari emendamenti, alcuni provocatori tipo la conoscenza della lingua italiana da parte dell’esercente.
Inevitabilmente la discussione si sposta sui temi etici, con interventi di Pongiglione, Vignola, repliche dello stesso Parino.
Aschiero introduce invece un emendamento che, profittando di un errore nel calcolo dei punteggi che fanno 95 e non 100 come previsto, (il che dimostra l’assurdità di presentare una pratica così di fretta), assegna 5 punti, oltre alla differenziata già prevista, alla riduzione alla fonte di imballaggi, per esempio con bibite alla spina.

Dopo le conclusioni di Apicella, in dichiarazione di voto diciamo che questa è una grande occasione persa. Non si capisce perché, su una pratica che avrebbe potuto avere contributi, spunti positivi, condivisioni, essendo discussa ed elaborata in Commissione come altri regolamenti, ascoltando pubblicamente le associazioni di commercianti interessate, si sia preferito farla in fretta e furia, da soli. Scelta legittima della Giunta, ma incomprensibile e poco proficua. Perché non sfruttare meglio, in modo più ampio, occasioni e spunti per il rilancio del commercio cittadino in difficoltà?
Perché poi, quando le anticipazioni risalgono a un mese fa, sui giornali, si sia scelto l’assurdità della pratica urgente e dell’ultimo minuto, non si sa e non si capisce.
Per questo non votiamo né pratica, né emendamenti, tranne quello di Aschiero.

I tre emendamenti Parino ricevono rispettivamente 16,16, 18 no. 4,3,3 sì. Sul primo, che riguarda l’igiene, si astengono Bracco e Nigro.

Quello Aschiero passa con 20 sì. La pratica 18 sì, Bussalai astenuto.

Per finire abbiamo la mozione che il comitato GCR (gestione corretta rifiuti) sta facendo presentare in molte sedi e consigli comunali, contro l’ipotesi di costruire inceneritori prevista dallo Sblocca Italia e che il governo vorrebbe imporre.
Qui da noi la presenta Zunino. (Che per la verità non ci risulta far parte di GCR…)
Vi sono alcuni interventi, più o meno informati. Io ci tengo a fare alcune puntualizzazioni, anche se quelle contro le inesattezze e le forzature del decreto ministeriale fanno fare smorfie a Larosa.

Tanto per cominciare il “lo vuole l’Europa”. L’Europa non ci chiede affatto inceneritori, ci chiede anzi di abbandonarli gradualmente e far sì che niente di ciò che può essere recuperato o compostato finisca in discarica o venga bruciato.
Poi il parlare del famoso 65% come si trattasse di una sorta di limite invalicabile al riciclo, e occorresse comunque provvedere al resto. Non è vero, è anzi un limite vecchio e ampiamente superabile.

Poi l’espressione “chiudere” il ciclo dei rifiuti, che presuppone che comunque qualcosa avanzi e vada bruciato. Non è vero: l’inceneritore, e meno male che abbiamo smesso di chiamarlo termovalorizzatore, non chiude un bel niente, è anzi in concorrenza con le pratiche virtuose, richiedendo grandi investimenti che vanno recuperati, e grandi quantitativi di materiale da bruciare.
Anche come posti di lavoro, le piattaforme virtuose producono dieci, cento volte tanta occupazione rispetto ai mostri.
Ma è inutile dirsi tutto questo se non si superano le ambiguità, se non si avvia davvero una politica virtuosa che tolga ogni alibi all’incenerimento. Cosa che non si sta facendo, né nella nostra città né nella nostra regione.
(E forse, bisognerebbe anche iniziare a interrogarsi sulla buodigestione aerobica o anaerobica. Ma questo è un altro discorso. ) La mozione passa con 21 sì.

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