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Due pratiche edilizie, anzi una – commissione del 27.10.2015

La prima pratica all’esame doveva essere quella delle nuove costruzioni al Bosco delle Ninfe, già passata una volta in via preliminare.
E’ stata però rimandata, con necessità di riformulare la delibera, per un chiarimento richiesto dalla Regione sulla VAS.

Passiamo quindi alla seconda. Illustra la dirigente arch. Macario. Un altro retaggio del nefasto Piano Casa (in attesa ansiosa di conoscere come potrà peggiorare quello di Toti), e dell’ancor più nefasto e famigerato articolo che consente di ricuperare i volumi di magazzeni e non residenziale, trasformandoli in residenziale, ampliandoli, e demolendo e ricostruendo un po’ dove pare e piace.

Qui si tratta di un capannone in via Bricco, sopra Legino. Un magazzino in legno, una roba cadente spiovente su una scarpata, e pure condonato, verrà ricostruito e ampliato a 36 metri di distanza in linea d’aria, in una zona molto più graziosa in mezzo al bosco. Si dovrà pure sacrificare una fascia per costruire la viabilità d’accesso.
Il magazzeno è di 54 mq e 151 mc. Con l’ampliamento si avrà un edificio di 67 mq e 204 mc.
La variante su cui si discute è a causa di destinazione dell’area e distanza dai confini, in deroga con assenso del confinante, e alla presenza di alberi di alto fusto.
Che non verranno toccati, afferma Macario. Io sono di diverso avviso, per quel che ho letto dalle carte: alcuni verranno abbattuti. E ripristinati, mi si dice.

Abbiamo la solita autorimessa bunker che non conta nei volumi. Si applica il contributo straordinario, con oneri per 8500 euro. In questi casi si paga anche se c’è un vantaggio dalla trasformazione. Secondo quanto asserisce il privato proponente, non vi sarebbe vantaggio.
Una casa, una strada dedicata, e non vi è vantaggio da incremento di valore?
Naturalmente nessuna prescrizione, tipo costruire almeno in classe A. Lo chiede Aschiero, ma non è indicato nelle carte, si valuterà a fine lavori la classe di appartenenza, a posteriori.

De Montis chiede per gli allacci fognari. Non ci sono, c’è una fossa imof.

In dichiarazione di voto Frumento si dice favorevole, anzi favorevolissimo. Sostiene caldamente da sempre che l’edificazione in collina contribuisce al mantenimento dell’ambiente.
Aschiero a sorpresa si dice anche d’accordo. Ma bisognerebbe non costruire sul bagnasciuga… Annuncia astensione, come Pongiglione.

Acquilino si dice favorevole, pur con qualche perplessità sull’articolo del piano casa in questione.

Noi unici fermamente contrari. Critici sul piano casa, critici su questo articolo che sposta volumi incongrui anche in zone verdi, critici sul fatto che si sposti un po’ più in là l’asticella dell’edificato.

Non lo diciamo, perché sarebbe processo alle intenzioni e cultura del sospetto (sia pure non del tutto immotivata o priva di esempi a corredo) ma che interesse avrebbe mai un privato ad affrontare tutti questi rigiri per una casetta a dir poco striminzita?

A meno che una volta di più questa “prima pietra” funzioni da grimaldello, da cavallo di Troia edificatorio.
Si fa la casetta, la strada, si cambia la destinazione d’uso… un domani qualcuno potrebbe servirsi di questo apripista per altre edificazioni e altri interessi.

Intanto, con due astenuti e il nostro solo no, la pratica passa.

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