Pages Navigation Menu

Si nicchia su Margonara, ancora e sempre Ata, mozioni su pubblicità del gioco d’azzardo e sulla spinosa vicenda Museo Archeologico – consiglio del 26.1.2016

Sono assenti per tutta la seduta Marson, Prefumo, Acquilino. Altri vanno e vengono, mentre in maggioranza si registra il ritorno di Bagozzi.

Si inizia con una polemica di Aschiero che aveva presentato una interpellanza urgente sul Museo Archeologico senza accorgersi che erano scaduti i tempi e la convocazione consiliare era già stata inviata, protestando ben oltre il tempo massimo per aggiungere la pratica. Il Presidente glielo ricorda e Aschiero prende atto.

La prima interpellanza è di Benvenuto sui lavori della ditta Meraviglia alla foce del Letimbro. Le gru sono ferme da tempo e la parte conclusiva dell’opera, interno della ex-centrale e sistemazione del piazzale, langue.
Risponde Di Tullio dicendo di aver parlato con la ditta, entro il 2016 dovrebbe terminare i lavori, con la parte commerciale della ex centrale dove sono previste tre strutture di vendita di circa 800 m2, e la sistemazione della piazza pubblica. Ci sono lamentele e controversie fra privati e imprese, evidentemente connesse con i ritardi e l’eventuale versamento di anticipi per alloggi o simili. Vi risparmio ogni considerazione del caso, sull’ìnutilità e l’ormai evidente insostenibilità di tali operazioni speculative.

Aschiero illustra poi l’interpellanza presentata insieme con Pongiglione sui fondi persi per il restauro del Brandale. Dopo che sull’impattante ascensore esterno erano state date risposte negative (e meno male), i ritardi successivi nella presentazione di progetti avevano fatto saltare i fondi.

Di Tullio rispondendo dice che purtroppo, sul recupero dei fondi, la risposta dell’assessore regionale Rixi che lui aveva incontrato è stata negativa, non per colpa o volontà sua, precisa, ma per decisione degli uffici che avevano sospeso il contributo perché non era stata rispettata la data.
Aschiero si dice insoddisfatto: altre opere meno importanti, inutili o criticabili vanno avanti tranquillamente, e questa così significativa no.
Frumento chiede di installare, con la collaborazione dei tabaccai, dei raccoglitori per le gomme e le cicche, come fatto a Imperia.
Nel frattempo arriva il Sindaco.
Costantino conferma che gli uffici si attiveranno per prendere contatto con l’associazione di Imperia.
Santi interpella sull’asilo Basso che, a causa di una controversa con il parroco proprietario dei locali, rischia di chiudere. Sorgini risponde che si cerca una mediazione, ma sarà difficile, non essendo un asilo comunale.
Pongiglione interpella riguardo la chiusura del carcere di S. Agostino, la preoccupazione e le problematiche conseguenti. Si era parlato di difenderlo, di cercare soluzioni, poi dal ministero è arrivata la chiusura imposta, come fulmine a ciel sereno.
Mentre il Sindaco discute animatamente con la consigliera Minetti, una degli altri firmatati (c’è anche il nostro Delfino) Sorgini risponde un pochino seccata, dicendo che non capisce l’interpellanza, la discussione era già stata fatta su un precedente odg, il S. Agostino doveva chiudere comunque per le sue condizioni inaccettabili. Si cerca un dialogo col ministero.
E’ perplessa per la richiesta di un impegno per un nuovo carcere in provincia di Savona. E’ sempre disponibile il sito di Passeggi, ma le risorse da impegnare non sarebbero sufficienti. Sarà costruito in un nuovo sito.

La sensazione è che Sorgini tenti sia di difendere a posteriori l’operato del ministero, in quanto della sua stessa parte politica e anche con un ministro vicino alla Liguria, sia di sfuggire alle responsabilità palesi della Giunta per non aver saputo gestire questa come molte altre crisi, facendosi, di fatto, commissariare una volta di più.

Bracco fa una interpellanza sulla criminalità, sollecitando videosorveglianza e più controlli.

A interpellanza classica, un po’ un evergreen, risposta classica del Sindaco, che si dilunga per alcuni minuti. Lamenta una diminuzione degli agenti in servizio e assicura che si intensificherà il servizio di videosorveglianza, con i lavori di adeguamento che saranno completati nel giro di un mese e mezzo. Verrà preso in carico anche il sistema che monitora la nuova passeggiata di Zinola.
E’ il momento della nostra interpellanza su Margonara: vinto definitivamente il ricorso dal proponente, fissata una conferenza dei servizi per il 12 febbraio, il Comune aveva detto di voler prendere tempo per studiare un progetto che, a detta del privato, conosceva e aveva in mano già da tempo. Ora, che intenzioni ha? Cosa aspetta a comunicarle ai cittadini? Sentirà il parere del Consiglio? E soprattutto, perché per tutto questo tempo la cittadinanza non è stata coinvolta?

Come spesso accade quando parliamo noi, il Sindaco esce, indifferente. Poi rientra e poi riesce.

Risponde Di Tullio citando una lunga nota degli uffici che, con l’assistenza dell’avvocato Mauceri, provano a trovare motivi per rimandare, chiamarsi fuori, prendere le distanze.

Il progetto era noto? Non depositato ufficialmente. La sentenza non riconosce la responsabilità del Comune e il Comune attende le soluzioni progettuali da Regione e Autorità Portuale, la prima responsabile del procedimento.
Insomma, ci si difende con distinguo e cavilli, pur di non decidere, e di consultare il Consiglio non se ne parla neanche.
Mi toccherà, in replica, cercare di capire la posizione del Comune (ricevendo conferma che è attendista).
Scaduta l’ora si rimandano le interpellanze residue, fra cui ve ne erano due nostre, su Ata e sulla legge regionale contro la pubblicità al gioco d’azzardo.

La prima pratica è una semplice presa d’atto del sorteggio per i nuovi revisori dei conti. Passa senza difficoltà con 26 sì, e 23 per l’eseguibilità.

Si passa alle due pratiche su Ata, ingresso di nuovi comuni sia nell’imperiese sia nel savonese, che vengono illustrate insieme da Martino e discusse insieme.
Nel frattempo, come spesso accade quando si discutono queste pratiche, la sala è invasa da dipendenti Ata con tanto di giubbino giallo. Sono presenti anche i dirigenti.

Pongiglione parlando per prima cita sentenze europee e altro, circa le specifiche condizioni per gli affidamenti in house e per il controllo analogo, condizioni che a suo parere non sarebbero rispettate.
Zunino ripete quanto già detto in Commissione: è favorevole perché è favorevole che i servizi restino al pubblico, a una partecipata del Comune, perché è un rafforzamento, perché se arrivano i privati i diritti dei lavoratori non sono rispettati, le tariffe aumentano e il servizio peggiora, e c’è il rischio di infiltrazioni malavitose.
Chissà se la pensa allo stesso modo l’altro esponente della neonata Rete a sinistra, Acquilino, oggi non presente.
Comunque il discorso sarà l’unico a essere applaudito, anche perché il Presidente redarguirà il pubblico.
A favore parla anche Larosa.
Invece noi ribadiamo quanto detto in Commissione: la distinzione pubblico privato è un falso problema, certo che anche noi siamo a favore del pubblico, e certo non contro le partecipate, né tanto meno contro i lavoratori, anzi, preoccupati per la sorte di Ata. Proprio perché preoccupati, e in un’ottica positiva e di attenzione per il pubblico, ci chiediamo: è davvero un “rafforzamento” questa espansione? E’ sostenuta dai numeri? In assenza di un chiaro piano industriale non possiamo saperlo. E non è vero che abbiamo tutti gli elementi per decidere.
Inoltre, chi ci dice che un’espansione senza solide basi non si trasformi proprio in una testa di ponte per i privati, facendo un lavoro di aggregazione che poi va a loro vantaggio? Come già accaduto per l’acqua a Savona con Iren, come già accade con A2A in Lombardia, la creazione di questi Ato dà luogo a manovre di aggregazione dove le grosse multiutility si pappano le società più piccole, specie se in difficoltà.
Sta già accadendo, dunque chi ci garantisce che non accada anche da noi? E poi allora vai di inceneritori e business dei rifiuti, senza più alcuna garanzia per i cittadini e per le politiche virtuose!

Il mio discorso deve essere spiazzante per chi si era già preparato argomenti predefiniti. Infatti tutti i favorevoli di maggioranza nelle repliche sceglieranno semplicemente di ignorarlo, come non avessi parlato. Ma il silenzio dei lavoratori in sala e l’attenzione con cui ascoltano testimonia che dopotutto qualche dubbio e preoccupazione serpeggia anche fra loro.

Intanto in minoranza si registrano ondeggiamenti nel centrodestra. In Commissione aveva votato compatto contro le pratiche, ma ora si viene a sapere che da parte dei comuni dell’imperiese, quasi tutti con giunte di quel colore, vi sarebbe l’input a votare a favore.

Non sapremo mai come avrebbe votato Parino perché se ne va.
Romagnoli nel suo intervento ribadisce i problemi, i dubbi che l’espansione di Ata sia legata a difficoltà più che a salute, ed esprime un voto che dice essere tecnico, non politico.

Lavagna come in Commissione annuncia astensione, per mancanza di fiducia nei dirigenti.

Benvenuto cita problemi, a suo dire, di assunzioni clientelari. Altri interventi minimamente significativi, voto positivo ribadito in dichiarazione da Zunino, che afferma di essere sempre stato favorevole all’espansione nel savonese, di aver superato le perplessità sull’imperiese grazie al raggiungimento di “massa critica” come numero di comuni e abitanti, per contare nella definizione degli Ato.

20 sì, astenuto Lavagna, 7 contrari per la prima pratica. Noi, Pongiglione, Arecco, Romagnoli, Bussalai, Benvenuto.

Se ne deduce che, oltre a Bracco ormai passato in maggioranza, anche Santi deve aver seguito i dettami dei sindaci imperiesi votando sì.

19 sì per l’eseguibilità.

I no si riducono a 6 per la pratica successiva sui comuni savonesi, dove evidentemente non vota Benvenuto, e i sì a 19, oltre a Lavagna ancora astenuto. 18 sì per l’eseguibilità.

Sulla pratica dell’ascensore in darsena per la bimba disabile, Aschiero ribadisce il voto favorevole, Nigro interviene per rammaricarsi sulla burocrazia. 24 sì.

La pratica sui cambi di destinazione d’uso dei centri commerciali vede un discorso di Aschiero sulla necessità di non desertificare il tessuto commerciale urbano.
in Giunta alcuni chiacchierano distrattamente e non lo ascoltano: come molto spesso succede, i discorsi dei consiglieri sono considerati un di più assolutamente rinunciabile, se non superfluo.
Anch’io e Pongiglione rifacciamo i soliti discorsi sulla pianificazione sbagliata e sul fallimento dei centri commerciali.
A sorpresa, Romagnoli annuncia voto favorevole, in senso provocatorio: questa pratica sancisce un errore dell’amministrazione, e perciò il voto è sì.
Perplessità in aula.

17 sì, 1 astenuto, Zunino, e 6 contrari: noi con Pongiglione, Arecco, Bussalai, Aschiero

Si passa a una nostra mozione che chiede di modificare il regolamento comunale su pubblicità e affissioni, per inserire delle precise limitazioni alla pubblicità del gioco d’azzardo.
Apicella critica la formulazione della richiesta, visto che non è espresso in modo chiaro che si proponeva di discuterne nel prossimo Consiglio, era insomma una mozione d’appoggio a proposta deliberativa.
Inoltre cita i pareri dei tecnici del Comune, che negano la possibilità per il Comune di operare questa restrizione.
Peccato che esistano articoli di legge che smentiscono questo parere. La limitazione era anche stata formulata seguendo quanto già fatto in altri comuni ed escludendo lotterie e concorsi a premi.
Ci viene proposto da più parti, anche da consiglieri di maggioranza come Aschiero, di ritirare la mozione.

Noi non la ritiriamo. Il PD nella sua solita confusione ordina di non votare. Risultato? 11 no, 2 sì 1 astenuto, in apparenza è venuto a mancare il numero legale.
Così, pausa, riconteggio dei presenti, nuova votazione.

4 sì, ai nostri si uniscono Arecco e Fresco della maggioranza. 11 no, 5 astenuti: Pongiglione, Benvenuto, Aschiero, Zunino. Il quinto non si capisce bene chi sia.

La mozione non passa.

Veniamo ora alla nostra richiesta di mozione urgente sulla questione del museo archeologico. Dopo quello che è venuto fuori dai giornali, sul fatto che la presidente della coop vincitrice avrebbe una condanna definitiva per un incidente mortale in un cantiere, e quindi sarebbe incompatibile col bando, chiediamo chiarezza in proposito dagli uffici, per far avere ai consiglieri un parere tecnico sulla questione.

Occorre una sospensione e una discussione in capigruppo, alla fine la richiesta di chiarezza viene ammessa, a patto che questo sia successivo al parere di memoria difensiva, per evitare intoppi legali. Si formula un emendamento in tal senso.

Breve discussione, interviene l’assessore DI Padova con toni tranquillizzanti, poi noi, sulla riformulazione, Zunino, Aschiero, Pongiglione. La nostra mozione passa con 22 sì.

C’è ancora il tempo per due ordini del giorno. Uno proposto da De Montis e Pesce sul baratto amministrativo, ossia la possibilità per i cittadini che non riescono a pagare qualche tributo comunale, di lavorare in cambio per il Comune.

Nel frattempo vanno via Arecco e Bussalai. Brevi interventi di Pongiglione che dice trattarsi di un tema complesso, e di Benvenuto che si preoccupa di ottantenni morosi chiamati a lavorare per il Comune. Viene rassicurato. In ogni caso, si astiene. Per il resto, 18 sì fra cui il nostro.

Ultimo odg sull’argomento nazionale unioni civili e richiesta per il Comune di prendere posizione e sollecitare l’approvazione parlamentare, proposto da Zunino Acquilino.
Intervengono ancora Pongiglione e Benvenuto, che si dice favorevole. 17 sì e tutti a casa.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *