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Taglio ai monogruppi e proroga al Consorzio Depurazione – commissione del 10.2.2016

La prima pratica è una delibera proposta direttamente dal Presidente del Consiglio Casalinuovo: chiede di cancellare gli articoli del regolamento comunale, peraltro introdotti nel 2010, che consentono la formazione di monogruppi consiliari. Ossia che anche un solo consigliere che durante la legislatura fondi un nuovo gruppo o aderisca a un partito non presente, possa aver diritto a un gruppo consiliare. Con le modifiche occorrerebbero almeno due consiglieri per un nuovo gruppo. Sarebbero salvi invece i monogruppi naturalmente emersi dalle elezioni, con partiti che abbiano visto eleggere un solo rappresentante. In questa legislatura si è visto, con il delirio di scissioni, partiti che muoiono e che nascono, passaggi di qua e di là, che si è prodotta l’assurdità di Commissioni consiliari affollate come mezzo Consiglio comunale. In più ogni volta questo ha comportato ritardi e disguidi nella convocazione.
Il Presidente spiega inoltre che ciò corrisponde a un aggravio di spese in gettoni e rimborsi alle ditte di cui eventualmente siano dipendenti i consiglieri, per il tempo passato in Comune. Nel 2014 sono stati versati più di 31000 euro alle aziende. Il tutto si applicherà nel prossimo mandato.
Qualche consigliere chiede chiarimenti, come Pongiglione, qualcuno opera distinguo, come Romagnoli, o “ci riflette su”, come Santi, o è d’accordo come Larosa. Lavagna, recente protagonista di scissione, ha qualche perplessità sulla rappresentatività nel gruppo misto e non partecipare alle capigruppo, ma annuncia il sì.
Chi invece lotta con tutte le sue forze contro questa modifica sono Zunino e Bracco.
Zunino ne fa una questione di minore democrazia e dialettica, e della tendenza sempre più forte alla polarizzazione e accentramento. Per parte nostra riteniamo che il proliferare di gruppi, scissioni, passaggi in corso d’opera sia più che altro un segnale di confusione e malattia della democrazia, qualche volta di discutibile rispetto della volontà degli elettori, tutto il contrario di lasciare la parola ai gruppi anche piccoli che emergano dalle votazioni, e che è sacrosanto.
Nell’accendersi della discussione i due principali contrari hanno anche qualche momento di nervosismo e caduta di stile nei confronti del Presidente, che per parte sua contrattacca a fine seduta. Ne esce un po’ di battibecco.
In ogni caso la delibera passa. Sono contrari Bracco, Zunino, Bussalai, Parino, si astengono Addis, Aschiero, Nigro, Pongiglione, Romagnoli, Santi. Tutti gli altri a favore, noi compresi.

La pratica successiva spiegata da Martino riguarda una proroga di affidamento al Consorzio Depurazione Acque. Siccome ci sono in piedi la questione dei tre ATO provinciali per la gestione dell’acqua, contestata da governo perché tre sono ritenuti troppi, e un ricorso di Acquedotto Savona (che probabilmente vorrebbe gestire tutto il ciclo: ma quando chiedo se il ricorso è su questo tema, Martino fa il vago), si vuole con questa delibera, simile ad altre adottate nei comuni limitrofi, lasciar mano libera al Consorzio, di cui siamo proprietari in percentuale maggioritaria, sia per continuare a gestire, sia per partecipare a eventuali gare che dovessero essere frutto di decisioni in merito ai ricorsi di cui sopra, quand’anche queste dovessero avvenire nel periodo di vacatio amministrativa pre e post elettorale.

Dopo qualche domanda la pratica passa con astensione della minoranza fra cui noi. Bracco ormai in maggioranza vota sì.

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